What’s the time?
Credo non faccia piacere a nessuno sentire sfoghi e lagne altrui. A meno che in qualche modo non li riguardino, i lettori fuggono. Come il sottoscritto: di problemi ne ho già di miei, figuriamoci leggere quelli degli altri.
No. Detto così vomita indifferenza da ogni parola.
Riformulo. Scritti che nella propria testa trovano appigli, sono delle travi per aria per gli altri.
E’ per questo che, per quanto mi sforzassi nel rendere appetibili i contenuti, negli altri blog non si leggevano altro che sfoghi. Bel modo per scaricare le energie, le alternative credo coinvolgano mezzi movimento terra, motoseghe, esplosivo, forza bruta, mutual assured destruction… meglio due righe no?
Piccolo escursus umoristico: l’esagerazione. Magari catastrofistica. Indemolibile baluardo di risibilità, fa presa dal pranzo al bar fino a momenti in cui è pura ironia.
Catastrofismo. Lo conoscete il Doomsday Clock, ovvero l’orologio dell’apocalisse? Sapete quanto segna al momento? Secondo voi Dickinson cantava “2 minutes to midnight” tanto per dire l’ora?
Fatevi una cultura in tal senso: wiki it , wiki en e qualcosina dalla fonte.
Paranoie, no? Nucleare, cambiamenti climatici, biosecurity.
Problemi più grandi del sottoscritto. Senza scadere nell’indifferenza della gaffe con la quale esordivo con questo post, ma in questo ambito informarsi basta e avanza. Fossi veramente paranoico manderei a quel paese le persone con le quali parlo di conservazione storica e il bunker diverrebbe il mio loft.
Mi chiamano a cena, credo comunque di avervi dato già abbastanza elementi per commentare. Altrimenti… potrei impegnarmi per mandare avanti le lancette.
saluti sarcastici,
A.








