Archive for Maggio 30th, 2008
Passione. Quella che “chi me l’ha fatto fare di svegliarmi alle sei ogni mattina”. Quella che qualche volta viene prima degli amici, che “ma non sempre in aeroporto”, che stanca spesso ma non stufa mai.
Passione perchè tutto il resto è interesse. Ammassi di ferraglia, onde via etere, resti di conflitti non combattuti. Col loro contorno. E’ tecnologia, è curiosità, è interesse freddo e artistico allo stesso tempo. Ma in questi tre casi guardando in alto c’è una linea a 3000V, un mezzo per le onde, uno spazio da difendere. Non mi basta.
Credo di aver passato ore con l’obiettivo puntato ai binari, o con la radio accesa, o sottoterra per bunker. Ma venti minuti in aliante, senza foto, senza video, li ho impressi meglio di qualsiasi altra cosa (eventi lieti, s’intende, il resto è sempre pronto a stamparsi indelebilmente). La lancetta del Gmetro che supera la tacca dei 3 è ancora un’immagine nitida.
Neppure quegli “inutili” (non che lo siano, ma è doveroso essere critici, chi sa sa) voletti in ultraleggero sono facili da cancellare. E nemmeno, giusto per non essere egocentrici in un post egocentrico, un A330 che stacca i carrelli, sapendo che li riappoggerà oltreoceano. O l’impennaggio di un an124 che sbuca ben visibile dalla strada. O un md11 che fa touch & go… o l’arrivo del primo BAe146 in air dolomiti, o… o… o… basta, vi annoio.
E’ passione per questo. Perchè non hai paura di metterla prima di ogni altra cosa per la prossima estate. Licenza VDS a Piancada (o a Gorizia?) … forse anche uno stage in Air Dolomiti…
Banale fino ad ora. Adesso viene il bello.
Possiamo confrontare la passione? Ni
In inglese si capisce meglio: Can I compare passion? Yes, you can, but you may not.
Ok, siamo ai livelli di “the table is on the table” (per dirla alla Eelst).
Io l’ho fatto, si può fare, basta qualche istante di ragionamento. Non fatelo, non è il caso: per me il volo non è davanti a tutto. Obiezione: demolisco tutte le belle frasi di prima così. Meglio (peggio?) le confuto.
Passione. La mia si annida nell’interesse verso qualsiasi cosa sia tecnoscientifico (giusto per non dire “scientifico-tecnologico”, brutta roba…). Emozioni si, ma tali e quali a quelle che possono darmi quelli che prima definivo “interessi”. Se solo potessi portarli agli stessi livelli ai quali sto portando il volo.
Perchè tecnoscientifico? Forse perchè è netto, controllabile, la situazione non sfugge mai di mano. Controlli tutto col sapere. O meglio, si parla di cose concrete, di realtà che si possono tradurre in sapere in un passaggio solo. “solo” inteso contempocome “un passaggio” e “passaggio unico”. Niente scappatoie.
Il fascino per tutto ciò che è psicosocialeticopoliticofilosofico necessita di aver prima cominciato a definire le proprie idee, a metterle in discussione, a capirsi e fare il punto della situazione. Non c’è certezza meccanicistica, anzi, le proprie idee non si possono nemmeno aprossimare a orbitali di elettroni. Astrazione, spazio all’astrazione.
Qui un punto lo sto facendo: passioni. Via i muri di cartapesta, arriviamo alla roccia viva.
Staccare i piedi da terra: bello. Meglio con un aereo, che non lascia voci in un tossicologico.
Avere la situazione sotto controllo e sapere che ogni imprevisto si risolve col ragionamento: bello. Sarà il caso di farne la propria professione? (nota: fare megapost sull’argomento)
Socializzare, criticare, discutere, condividere. Aggiungiamo anche amare, dai. Innovare, proporre, stupire, creare. Meglio, meglio di tutto. Meglio dei “come sopra”.
Ecco, adesso sono contento. Post lungo, e filo del discorso stravolto. A voi.








