sognonumeroTRE

…ma io non ci sto più e i pazzi siete voi…

Archive for Novembre 2008

sviluppi dell’ultima puntata

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segue il precedente
  • Sono un uomo senza dignità. Almeno così mi è stato detto
  • Mi rendo conto sempre troppo tardi di stare facendo il contrario di quanto avevo pianificato di fare
  • Quel calcio nei coglioni avrei fatto bene a darlo a un’altra persona

Written by Alberto

Mercoledì 26 Novembre 2008 alle 1858'UTC+2

ideale dell’ostrica

con un commento

Quella sottile, impalpabile, bruciante sensazione di aver mandato a puttane tutto.

Improvvisa. Nel giro di 10 minuti sai di aver compromesso un elemento della tua quotidianità che ormai davi per scontato.

Di aver perso qualcuno.

Al mondo serve anche la mia opinione: Verga non era mica scemo. L’ideale dell’ostrica non invecchia mai, specie se l’atto col quale si cerca il cambiamento nasce dall’impeto di qualche istante.

Impulso. Quante cose ho mandato in malora per aver agito d’impulso? Tante, ma sarebbe uno sforzo vano contrastare l’impulso. Ciò che ho mandato in malora lo è andato per il mio arroccarmi sull’opinione da esso corrotta.

Magari quell’ideale dell’ostrica l’ho capito male, l’ho fatto un po’ mio, magari non era tra le aspettative di Verga vederselo storpiato così da un tecnicaccio freddo come il sottoscritto. Ci ho aggiunto qualcosa dopo,  potrei cambiare il nome nella più scontata della maniere, con una specie affine.

Può un quasi-insurrezionalista, pur limitato a seghe mentali senza via d’uscita, abbassarsi a una visione così fatalista?

Mi limiterò al realismo, all’agire da debole per il bene della quotidianità.

E perché col tempo comincia a far male. Più di quanto pensassi.

Resta il fatto che dovrò pateticamente chiedere scusa.

grado di professionalità apparente

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grado PL (professional-like)

ovvero, quanto l’aspetto, a parità di servizio fornito, da un valore aggiunto all’oggetto tecnologico tale da farlo sembrare più professionale.

sitrep: vi serve un hub per fare dei lan party

0 PL – comprate uno switch con qualche porta (4, 8, 16), spendete attorno a (40±20)€

1 PL – comprate per un 10€ un hub di surplus, 16 porte, espandibile fino a 80 porte, senza alimentatore. Togliete le etichette del precedente proprietario, ci mettete un ATX da computer ed è pronto all’uso

2 PL – comprate l’hub precedente, ci lasciate le etichette per evidenziare che prima di voi ha prestato il suo servizio al CNES, lo collegate a un alimentatore esterno. In fondo, questo è sempre un ATX, ma racchiuso in un contenitore per rack. È un ex routing matrix, neppure sapete cosa sia, ha un’infinità di prese bnc da pannello sul retro, che da sole valgono più di quanto lo avete pagato (10 €). Essendo guasto, lo avete svuotato e ci avete messo dentro un alimenatore ATX da PC, due trasformatori da 12V in serie, un ponte di Graetz di potenza, tre condensatori di ripple e connettori per banane sul frontale. Anch’esso presenta ancora l’etichetta del precedente proprietario: la RAI

3 PL – come al punto precedente, ma vi costruite un contenitore da rack in cui infilare l’alimentatore e l’hub. La sola parola “rack” moltiplica per 10 il grado PL

30 PL – aggiungete led inutili all’alimentatore, come se monitorare ogni singolo ramo fosse una vitale priorità. Allo stesso modo, installate un’infinità di interruttori, in modo da decuplicare la necessità di intervento dell’operatore. Ora già per accenderlo dovete fare un passaggio macchina, che per essere più aeronautici chiamerete type rating. Incominciate a stendere il manuale operativo, ma per lo stesso motivo lo chiamate operating manual e lo stampate in formato A5 per raccoglitore ad anelli, rigorosamente in pelle. Sempre seguendo lo stesso filone, considerate di tappezzare il retro di circuit breaker, in futuro.

40 PL – Trovate finalmente il manuale dell’hub, la cui azienda produttrice nel giro di tre anni è stata assorbita da un’altra, la quale è stata assorbita da un’altra ancora. Quando la ricerca sul sito dell’attuale produttore ha buon fine, considerate la costruzione di un Per Grazia Ricevuta, possibilmente da 19 in, 2 rack unit e maniglie. Scoprite che potete amministrare via Telnet in seriale, tramite la service port. Non sapete nemmeno cos’è il Telnet, dal vostro esordio nel mondo del pc più di dieci anni prima non avete mai cliccato su HyperTerminal. Ma un monitor che si riempie di linee di testo è la cosa più cinematografica possa esistere.

45 PL – Capite finalmente come amministrare l’hub, ma HyperTerminal ha fin troppa GUI per i vostri gusti. MiniCom per *nix, possibilmente col terminale a pieno schermo, testo verde su sfondo nero, è la cosa più fantascientifica possiate immaginare.

50 PL – Vi presentate alla casalinghissima LAN, suonando il campanello con una valigia in alluminio in mano. Con aria scontata ma professionale dite “adesso porto dentro il resto”, entrando con un’altra valigia in alluminio, con il vostro pc *fisso*, con lo schermo… infine ingresso trionfale del rack cabinet, mdf laccato in RAL6014, scritte in stencil bianco, angolari in acciaio inox. Accompagnate l’accensione con rituali lunghissimi, caricate di proposito il file di configurazione via Telnet fingendo incertezza e tensione, come se non l’avreste già fatto a casa, e iniziate a collegare i cavi. In una valigetta c’è attrezzatura da poter andare avanti per tutto un inverno nucleare, nell’altra chilometri di cavi coassiali che non userete mai, ma che danno indubbio contributo al grado PL.

So che è comodo, ma i fusti di birra non vanno appoggiati sul rack.

100 PL – Ripetere i passaggi precedenti, ma qui o qui. Con pernottamento. Ok, questa è pura divagazione personale…

Written by Alberto

Lunedì 24 Novembre 2008 alle 2342'UTC+2

let it snow

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Esci con la macchina fotografica? Non succederà MAI niente. Non nevicherà, non ci saranno diluvi universali, eventi irripetibili, catastrofi epocali, situazioni da foto dell’anno. Casomai dovessero accadere, sia mai che la macchina fotografica costituisca un infallibile amuleto contro qualsiasi cosa esuli dalla routine quotidiana, sarà la macchina a mettersi in condizione tale da non poter essere utilizzata (batterie scariche, guasto, irreperibilità).

Stamattina nevicava. Immaginatevi questa foto, però con tutto imbiancato.

Almeno l’immaginazione è immune al postulato di prima.

Written by Alberto

Lunedì 24 Novembre 2008 alle 2233'UTC+2

forward to: black hole

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Ho provato a farmi uno schema mentale su quanti salti facciano le mail che mi arrivano, in quel indistricabile matassa di redirect nata da cambi d’umore, pianificazione quinquennale e radioattività di fondo.

Devo ancora vedere cosa succede con un collegamento circolare. Sarà come puntare una telecamera contro il suo monitor? Si innescherà un corrispettivo telematico dell’effetto Larsen? Ma sopratutto, e con questo sono capace di non dormire la notte, verrò risucchiato?

Devo ancora provare.

Written by Alberto

Venerdì 21 Novembre 2008 alle 1933'UTC+2

falso in bilancio

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Era inizio maggio, la gita era appena finita e scrivevo qualche riga accesa, destinata a prendere polvere come bozza. Considerazioni precipetevoli. Ascoltavo due canzoni, sempre quelle, e i miei pensieri erano agli stessi livelli di ripetitività.

Scrivevo che:

Depresso è un termine che si usa a sproposito. E comunque non sono depresso.

Sto malissimo dentro. Questo è giusto.

Quindi tracciavo un bilancio su cosa avevo fatto e cosa stavo facendo. Tutti errori, compreso scrivere il bilancio, compreso salvarlo come bozza e non pubblicarlo.

Metà novembre, riascolto una di quelle due canzoni, mi ritorna in mente il periodo citato prima. Per la prima volta guardo AL PASSATO con nostalgia. Forse perché il futuro mi è noto, e non è stato niente male.

Si tratta di un pensiero superficiale: in quel futuro noto di errori se ne sono aggiunti di nuovi, quelli vecchi ne sono usciti confermati. A questo, ora, si sommano i dubbi per il Futuro.

Io, il giorno 8.5.2008 avevo speranza nel futuro. Nell’estate doveva accadere chissà cosa. Un mese dopo avrei avuto paura di buttare via quelle aspettative di chissà cosa, perdendo il tempo in stage. Due mesi dopo avevo capito che quel magnifico stage aveva riempito perfettamente il buco che quelle aspettative mancate avevano creato.

Adesso c’è da fare i conti col Futuro con la F maiuscola, quello che non scade con l’estate. Ho nostalgia del futuro “di qui a qualche mese”. Paura di quello vero.

Written by Alberto

Martedì 18 Novembre 2008 alle 2315'UTC+2

fine metafora edile

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Fede e Chiesa sono due cose diverse.

Personalmente, per la prima si è trattato di cedimento strutturale, per la seconda  di demolizione controllata.

In ordine inverso.

Written by Alberto

Sabato 15 Novembre 2008 alle 2348'UTC+2

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503 Error

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È periodo di 503. Dopo google, anche wordpress.

Ha del paranormale: vedo le pagine che gli altri non vedono (istantaneamente vero, altrimenti approssimabile per grandi valori di “altri”).

Comunque questo è spettacolare:

Goshdarnit!

Something has gone wrong with our servers. It’s probably Matt’s fault.

We’ve just been notified of the problem.

Hopefully this should be fixed ASAP, so kindly reload in a minute and things should be back to normal.

Screenshot, or it didn’t happen.

Written by Alberto

Sabato 15 Novembre 2008 alle 2339'UTC+2

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Verwirrung (fase del caos)

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Immerso nella solita illusione di autopsicanalisi (pro: è gratis; contro: è gratis) finisco, tra l’altro, col tentare di trovare (≠ cercare) un più o meno stabile sentiero ideologico, e quindi politico (≠ ideologico-politico e forse ≠ ideologia politica). Tutto questo per dare una spiegazione al “finire a leggere i commenti di un video con una canzone anarchica su youtube”.

Questo vale la pena di essere citato. Ideological fail?

per_blog_200811081

(non nascondetevi, lo so che siete passati su reply credendo inconsciamente che funzionasse)

Written by Alberto

Sabato 8 Novembre 2008 alle 1551'UTC+2

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tu chiamale se vuoi… distrazioni

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Su qualcosa dovrò pur costruire no? Cioè, lasciare spazio al delirio sul proprio futuro sarà anche una buona valvola di sfogo ma ci vorrebbe anche qualcosa di solido. Di fuori. Qualcosa che non siano sinapsi.

Non cadere nel tunnel dei bei propositi per il futuro. Arrivi a scrivere frasi come queste.

Ma passiamo ad altro. Distrazioni durante le ore di scuola. Non è delirio.

Delirio è il carrello senza complicazioni. Quel che c’è non si può rompere, quindi mettiamoci solo un perno di blocco. Estensione per gravita in assetto convenzionale, retrazione per gravità in volo rovescio (o qualsiasi altra situazione con accelerazioni negative).

È non delirio lo studio di fattibilità del seggiolino eiettabile su elicotteri. Nota la velocità di rotazione, il numero di pale, l’angolo tra le pale entro il quale non c’è affettamento, l’altezza del complesso pilota+seggiolino… per trovere l’accelerazione (media) agente sul pilota è banale cinematica.

Ma questi dati non sono noti, così mi limiterò alla formula, nonchè al bellissimo foglio di appunti. Il secondo, perchè il primo, con ben più tentativi e giri di formule tanto inutili quanto imbarazzanti, consisteva nel piano di un banco di scuola. Durante aerotecnica. Facendo tutt’altri argomenti.

elic1Bella, no? Tipo soprammobile kitch.

Meglio il foglio di appunti:

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Ingrandite pure, sappiate che il ragionamento parte dall’alto e prosegue sui bordi in senso antiorario. Lo schema invece è al centro. Ogni idea vi facciate sul mio modo di ragionare, sarà troppo approssimata.

(dimenticavo, chiacchere da bar a parte, i seggiolini eiettabili per elicottero esistono… solo che il rotore viene frantumato con una carica)

(si, leggete pure il lato B del foglio, c’è la terza pagina, errata, della relazione di uno stage maledetto)

Written by Alberto

Mercoledì 5 Novembre 2008 alle 2142'UTC+2