falso in bilancio
Era inizio maggio, la gita era appena finita e scrivevo qualche riga accesa, destinata a prendere polvere come bozza. Considerazioni precipetevoli. Ascoltavo due canzoni, sempre quelle, e i miei pensieri erano agli stessi livelli di ripetitività.
Scrivevo che:
Depresso è un termine che si usa a sproposito. E comunque non sono depresso.
Sto malissimo dentro. Questo è giusto.
Quindi tracciavo un bilancio su cosa avevo fatto e cosa stavo facendo. Tutti errori, compreso scrivere il bilancio, compreso salvarlo come bozza e non pubblicarlo.
Metà novembre, riascolto una di quelle due canzoni, mi ritorna in mente il periodo citato prima. Per la prima volta guardo AL PASSATO con nostalgia. Forse perché il futuro mi è noto, e non è stato niente male.
Si tratta di un pensiero superficiale: in quel futuro noto di errori se ne sono aggiunti di nuovi, quelli vecchi ne sono usciti confermati. A questo, ora, si sommano i dubbi per il Futuro.
Io, il giorno 8.5.2008 avevo speranza nel futuro. Nell’estate doveva accadere chissà cosa. Un mese dopo avrei avuto paura di buttare via quelle aspettative di chissà cosa, perdendo il tempo in stage. Due mesi dopo avevo capito che quel magnifico stage aveva riempito perfettamente il buco che quelle aspettative mancate avevano creato.
Adesso c’è da fare i conti col Futuro con la F maiuscola, quello che non scade con l’estate. Ho nostalgia del futuro “di qui a qualche mese”. Paura di quello vero.








