Archive for Gennaio 2009
comportamento sotto stress
Carico di lavoro: adesso che il morso è allentato ho tempo di scrivere qui e fare qualche considerazione sulla fine quadrimestre.
Ci sono stati momenti infernali, relazioni, verifiche, buoni propositi, scazzo totale. Cose scontate.
Adesso è il momento di analizzare come mi sono comportato “sotto sforzo”. Non i risultati scolastici, bensì il comportamento nel momento dello studio (inteso anche come analisi di dati e produzione scritta) oltre ogni limite umano. Con questo “limite umano” introduco il concetto di “massimo studiabile”, dove a prescindere da intenti e buon metodo, si raggiunge il proprio insuperabile apice di produzione (inteso sia come scritti che come immagazzinamento mnemonico).
Esemplare è il comportamento durante la stesura di una relazione di laboratorio di tecnologia (materia che grazie a queste si ritrova ad avere il più elevato rapporto casa/classe come ore d’impegno).
Nel giro di un pomeriggio io avevo ampliato le mie conoscenze su, in ordine sparso e con vago e alternato filo logico: Thoureau, lo sciopero dei minatori britannici dell’84/85, il motore Wankel, la smilitarizzazione del controllo del traffico aereo in Italia, la speleologia urbana in una centrale idroelettrica abbandonata, il nuovo cast dell’allora ancora non iniziata 3° serie di Skins, l’anarcosindacalismo, gli ultimi fail su failblog, il RANSAC, la sedia elettrica, il RANSAC su MatLab, Sacco e Vanzetti, … poi la memoria non mi aiuta (ho eliminato letture routinarie e poco interessanti).
In confronto, nei primi pomeriggi di respiro dopo la fine del quadrimestre, ho combinato molto meno e cazzeggiato molto di più. Questo non me lo so spiegare.
caffeina
Composto stupefacente più diffuso al mondo suona più altisonante del suo nome e basta, avvilito dal suffisso diminutivo. Ma non è il luogo per perdersi in copiature enciclopediche.
Non bevo mai il caffè di moka, bevo soltanto il caffè dei distributori automatici, come rito ormai stampatosi nella routine quotidiana. In saltuarie tazzine (anzi, bicchierini di plastica) bevute al bar dell’aeroclub, da macchinetta a cialde, la stimolante bevanda è ridotta al ruolo di eccipiente per quantità industriali di zucchero.
Un pretesto per farsi un giro, per fare una chiacchierata, per offrire e farsi offrire (non è solo una conseguenza: è forza motrice per i rapporti sociali)… guarda caso in stage d’estate, inizialmente caratterizzato dal mio incredibile mutismo, ho raggiunto il record di caffè al giorno. Tanto da dover ripiegare sull’orzo per perdere l’abitudine.
Orzo. Sa tanto di surrogato autarchico. Di embargo. Invece in certe macchinette è buono. In certe.
A scuola il caffè d’orzo sa di sabbia. Oggi l’ho preso per sbaglio, premendo un tasto a caso… un segno del destino, mi ritrovo con una tazzina di orzo. Macchiato. Poveretto, si è separato dal latte, anche a mescolarlo continuava a stratificare. Sapore indescrivibile, consistenza abrasiva.
Orzo a parte, i tentativi di smettere con la routine del caffè di caffè sono stati innumerevoli.
Non è bastata la prima cazzata: cinque caffè in una mattina, guardacaso in una mattina di stage in acciaieria. Quattro di fila a scuola, il quinto un’indeclinabile offerta appena arrivato in ufficio.
Sonnolenza e incapacità di concentrarsi.
La stessa che mi ha assalito oggi pomeriggio, dopo l’ultima brillante idea: tre caffè lunghi tutti assieme.
Nella prima mezz’ora di disegno credo di aver prodotto più di quanto abbia mai fatto le volte scorse. Questo è autoconvincimento.
Nella restante ora e mezza ci sono stati i vuoti di concentrazione. Questa è caffeina.
Non che mi sia dispiaciuto fare meno di niente (quello sarebbe stato la norma) dormendo sul tecnigrafo e girovagando con fare cadaverico a tempi alterni. Fissare fuori dalla finestra, con london calling in testa per chissà quale allineamento neurale, sarebbe stato comunque il mio destino. Ma da domani basta caffè.
È un post sbolso, lo so.
quando finisce il quadrimestre
Ho fatto un video in cui ingoio qualcosa di effervescente e sbavo schiuma. Poi in reverse risucchio. Poi sbavo di nuovo. In loop.
Sono fuso.
La scuola spegne.
i bei post di una volta (a volte ritornano)
Se adesso che sono più indicizzato e ho più visitatori ripescassi post vecchi, come potrei definire il nuovo atteggiamento? Crisi creativa? Furbizia?
quando si ha la convinzione di sbagliare, le cose andranno male, ma sicuramente meglio di quando si crede tutto stia andando per il meglio
ennio sentenzioso

distribuzione dei cilindri
distribuzione a V: motore COMPATTO
distribuzione Boxer: motore CON PACCO
(appena avrò tempo, scansione foto della pagina del diario con tanto di disegno esplicativo per i meno svegli)
snooze
Avevo deciso di svegliarmi presto. Così mi sono svegliato tardi, ma con meno sensi di colpa.








