Archive for Agosto 2009
so big
Si è appena posato sullo schermo un insetto talmente grande, ma talmente grande, che per farlo ritornare (e colpirlo) ho picchiettato col dito sul vetro. Come se fosse un gatto.
(si, tutto ciò non ha senso… pazientate che di cose serie da raccontare ne ho accumulate tante)
CAMP(iolo)
“W I GAY DELLA CARNIA“
(scritto a caratteri cubitali in un sottopassaggio nei pressi di Campiolo, Carnia, UD)
Continuo a non capirlo.
Probabilmente il mio stereotipo di montanari chiusi e arretrati è errato. È la San Francisco nostrana.
(seguirà foto appena tornerò da quelle parti… e no, sono sicuro che non ci sia scritto “via i gay dalla carnia”)
46°23′1.15″N
13° 7′15.23″E
tutti i nomi di blog che mi piacciono sono già occupati da blog vuoti
Siamo alle solite, passeggiata dalla camera al balcone, sguardo perso verso il cielo e guinzaglio sciolto ai pensieri.
Revisione del passato e piani sul futuro, il presente non esiste ( scontato: appena ci pensi è già passato).
Ho quasi finito un armadio rack da 11 unità, manca solo la verniciatura. Struttura in acciaio saldato, “il mio primo manufatto saldato” potrebbe essere un libro per giovani imberbi avviati allo stachanovismo. Rivestimento in MDF da 12mm. Già da vuoto è un macigno, alzarlo da riempito senza le dovute cautele è un’autostrada deserta verso un’ernia.
Ho faticato al caldo, a momenti sotto il sole; divorato dalle zanzare; circondato dai ragni che, facendosi beffa di me, se ne stavano immobili a fissare sto povero scemo. Ho visto le gocce di sudore cadermi davanti alla faccia, cosa che non vedevo da un anno, quando faticavo con la stessa lena, producendo ricchezza (si, briciole) in cambio di competenze (tante e preziose).
Oltre al clima insopportabile, ho respirato la polvere mentre levigavo e per l’ennesima volta, per una distrazione che poteva essermi fatale, ho preso la 220. Se la propria abitazione è al primo posto nelle statistiche degli infortuni, il fai-da-te le sale a fianco sul podio.
…
Ce l’ho fatta, no? Ho fatto cronaca e basta, anche se per niente interessante.
Torque
Ignoranza
O punto la torcia verso il soffitto, restando chinato e tachicardico per via dei ragni
O la punto verso i piedi, potendo così camminare tranquillo e ignorante
(nel cunicolo di un’opera dalle parti di Paluzza, Carnia)
Beata ignoranza. A trarre le somme degli sbagli commessi posso rallegrami pensando di averne fatti meno di altri. Meno di coloro che, ancora più allegri, ne hanno fatti di più senza saperne.
Per contro, il porsi verso il futuro con il per niente lungimirante sorriso ebete tipico di quest’ultimi lascia spazio solo al vuoto spinto, mentre i miei castelli per aria, per quanto paurosamente instabili, mi permettono di poter guardare avanti. E farmi beffa di chi è cieco dei propri errori.
Fingersi meno allegri per dare e darsi l’impressione di aver ragionato non funziona.









