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…ma io non ci sto più e i pazzi siete voi…

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Please wait…

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La doccia al buio. A parte “momenti difficili”, come afferrare il bagnoschiuma, girare il miscelatore (l’acqua calda ha dato forfait per qualche interminabile manciata di secondi), nei quali la luce dell’orologio è stata un ancora di salvezza, è un’esperienza da provare. Per provare quanto sia accessoria la vista in certe situazioni.

E poi, volete mettere il relax?

Ma non è di docce al buio che voglio parlare. E’ di velocità nel ragionamento.

Idee geniali non mi mancano, ma è possibile mi venga tutto in mente più tardi rispetto al momento del bisogno?

E’ il motivo per cui spesso non riesco a fare discorsi decenti. Ma come ho già straripetuto, niente lagne. Cronache, piuttosto.

14.30 circa, aula dell’Off. Aer. -tutta a vetri- …le verifiche di aerotecnica appoggiate sulla cattedra, mentre il prof è fuori a parlare. Nel giro di pochi istanti scatta l’intesa e già qualcuno oscura la visuale prof-classe alzando delle foto. Accompagnato da una folta schiera di spettatori (in preda alle risate), qualcun altro pesca un foglio dalla risma. Lo piega… ecco, non sono l’unico a ragionare bene solo nel lungo periodo.

Spero di avere dei lettori dotati di una certa intelligenza, quella che basta per capire che un compito futuro rubato non si piega, semmai si ricopia e si riconsegna intonso ai suoi compari freschi di fotocopiatrice.

Crisi: magari li ha contati. Intrepidi partono a razzo verso la stamperia, col rischio di farsi sorprendere. Eccoli, sono già partiti e s’illumina la lampadina: un foglio bianco. Avesse anche contato i fogli, non si sarà sicuro dannato a guardarli uno per uno. La fotocopiatrice poi, non è certo una macchina perfetta… idea criminale senza macchia. Ma è tardi… “adesso ti viene in mente, dirlo prima no?”

Niente suspense, la vicenda si conclude con un lieto fine. Per la classe. Un po’ meno per la mia testa…

Written by Alberto

Mercoledì 30 Aprile 2008 alle 2104'UTC+2

What’s the time?

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Credo non faccia piacere a nessuno sentire sfoghi e lagne altrui. A meno che in qualche modo non li riguardino, i lettori fuggono. Come il sottoscritto: di problemi ne ho già di miei, figuriamoci leggere quelli degli altri.

No. Detto così vomita indifferenza da ogni parola.

Riformulo. Scritti che nella propria testa trovano appigli, sono delle travi per aria per gli altri.

E’ per questo che, per quanto mi sforzassi nel rendere appetibili i contenuti, negli altri blog non si leggevano altro che sfoghi. Bel modo per scaricare le energie, le alternative credo coinvolgano mezzi movimento terra, motoseghe, esplosivo, forza bruta, mutual assured destruction… meglio due righe no?

Piccolo escursus umoristico: l’esagerazione. Magari catastrofistica. Indemolibile baluardo di risibilità, fa presa dal pranzo al bar fino a momenti in cui è pura ironia.

Catastrofismo. Lo conoscete il Doomsday Clock, ovvero l’orologio dell’apocalisse? Sapete quanto segna al momento? Secondo voi Dickinson cantava “2 minutes to midnight” tanto per dire l’ora?

Fatevi una cultura in tal senso: wiki it , wiki en e qualcosina dalla fonte.

Paranoie, no? Nucleare, cambiamenti climatici, biosecurity.

Problemi più grandi del sottoscritto. Senza scadere nell’indifferenza della gaffe con la quale esordivo con questo post, ma in questo ambito informarsi basta e avanza. Fossi veramente paranoico manderei a quel paese le persone con le quali parlo di conservazione storica e il bunker diverrebbe il mio loft.

Mi chiamano a cena, credo comunque di avervi dato già abbastanza elementi per commentare. Altrimenti… potrei impegnarmi per mandare avanti le lancette.

saluti sarcastici,

A.

Written by Alberto

Lunedì 28 Aprile 2008 alle 2021'UTC+2

Conoscenza a n-lati, ma c’è tempo?

con 3 commenti

Ho la sensazione di buttare troppa carne sul fuoco: tre argomenti pronti. Ma fra poco farò girare il link e voglio ci sia un po’ di sostanza per i primi lettori. Righe da leggere, spunti per discussioni, tutto fuorchè la statica decadenza dei blog passati.

Ho appena finito di studiare -male e frettolosamente- matematica, trovando il tempo e la voglia di fare qualche esercizio. Il tempo per darsi del coglione non basta mai. Perdo tempo, riesco a passare un fine settimana piovoso davanti al computer pur non avendone voglia. Le dinamiche sono sempre le stesse, analizzarle forse è un modo per evitare di caderci per l’ennesima voglia.

Mi siedo qua davanti, comincio a vagare tra i segnalibri, senza meta. Poi mi incuriosisco su qualche argomento, magari è una sfilza interminabile di articoli su Wikipedia, piuttosto che un topic da 62 pagine. Sempre senza meta… col risultato di accrescere una conoscenza tanto poliedrica quanto generica e superficiale. Di questa ne parliamo dopo.

“Fare prima”. L’unica soluzione: studiare prima, uscire prima… facile no? Se il problema fossero le letture interminabili davanti al monitor si. Ma anche con la macchina infernale spenta sarei capace di distrarmi con un libro che in altri momenti non avrei mai letto, con qualche rivista che altrimenti sarebbe rimasta in bagno, col testo di un’altra materia che avrei studiato chissà quando… oppure guardando fuori dalla finestra, scrivendo qualcosa su un foglio… o, peggio, pensando.

Tutto pur di poter perdere tempo. Faccio fatica a tenermi a bada, a non mettermi a rimandare impegni per le innumerevoli distrazioni. Quando ci riesco sono contento, so di aver ottenuto del VERO tempo libero, senza ansia, produttivo: riesco a uscire, se resto qua magari mi anticipo con lo studio, porto avanti progetti infiniti (parlerò del “maledetto Scenario” più avanti), faccio ricerche mirate per soddisfare la mia curiosità, chiaccherate produttive su messenger, post decenti su un blog… Istantaneità contro impegno a lungo termine: francamente, è la stessa differenza tra una sega e una relazione seria.

Torniamo alla “conoscenza poliedrica” di prima. Analizziamo anche questa. In quanti argomenti mi sono addentrato, più o meno superficialmente, per soddisfare la mia voglia di conoscenza?

Partiamo dalla facciata: Aeronautica, forse perchè è essa stessa un campo che attinge da molteplici branche di scienza e tecnica. Passiamo ai trasporti in generale, mi sembra di essermi mischiato bene anche col campo ferroviario. Quindi tecnologia in generale, sempre con la testa per aria eccomi a smanettare da praticone con radio e antenne, a scattare foto di luoghi d’interesse. Qua si apre una parentesi artistica, assieme alla lista di ciò che è finito davanti all’obiettivo della mia compatta. Si ripetono aerei, aeroporti, antenne, treni, ferrovie, ponti… ma non c’è un vecchio regio decreto che vieta di fotografare tutto ciò? Vuoi che non diventino miei soggetti anche gli altri luoghi coperti da segreto?

Così inizia la mia avventura nel campo delle fortificazioni. Aggiungiamo quindi un altro elemento d’interesse: storia contemporanea. Con lo strascico di tecnologia, telecomunicazioni, meccanica, costruzioni, fotointerpretazione, speleologia urbana…

Cosa manca? Qualcuno direbbe che davanti a un monitor non me la cavi malaccio, che sia lo stesso con astrazioni, sentimenti e senso critico… e non tocchiamo gli argomenti assortiti incontrati durante la lettura errante di voci su wikipedia, di topic sui forum più disparati e di notizie dei settori più improbabili.

Non mi sembra di essere un guru in nessuno di questi campi. Ci sono alti e bassi, raramente dell’eccellenza, ma mi basta la certezza di poter allargare la mia conoscenza a campi d’interesse sconosciuti fino a qualche istante prima senza grandi difficoltà. Quantità quindi, anche a scapito della qualità.

Non ho citato la musica. Terzo argomento incatenato dei tre di cui pronosticavo all’inizio del post, lo lascio al prossimo intervento. A risentirci su queste pagine,

A.

Written by Alberto

Domenica 13 Aprile 2008 alle 2302'UTC+2