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…ma io non ci sto più e i pazzi siete voi…

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Ignoranza

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O punto la torcia verso il soffitto, restando chinato e tachicardico per via dei ragni

O la punto verso i piedi, potendo così camminare tranquillo e ignorante

(nel cunicolo di un’opera dalle parti di Paluzza, Carnia)

Beata ignoranza. A trarre le somme degli sbagli commessi posso rallegrami pensando di averne fatti meno di altri. Meno di coloro che, ancora più allegri, ne hanno fatti di più senza saperne.

Per contro, il porsi verso il futuro con il per niente lungimirante sorriso ebete tipico di quest’ultimi lascia spazio solo al vuoto spinto, mentre i miei castelli per aria, per quanto paurosamente instabili, mi permettono di poter guardare avanti. E farmi beffa di chi è cieco dei propri errori.

Fingersi meno allegri per dare e darsi l’impressione di aver ragionato non funziona.

Written by Alberto

Giovedì 6 Agosto 2009 alle 2015'UTC+2

REPORT finedomenicapomeriggio #1

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REPORT finedomenicapomeriggio #1

Sono tornato da più di una settimana e continuo a vedere la gita come uno spartiacque. Con la vista non più annebbiata dall’ubriachezza dell’aria di città posso correre il rischio di tentare di dare spiegazioni.

Nelle settimane precedenti era un’intercapedine con il futuro, l’ultimo baluardo prima dell’ignoto. Durante: un limbo completamente estraneo al mondo di ogni giorno. Perfettamente raffigurato dal Charles De Gaulle immerso nella nebbia.

Adesso invece si riassume tutto in Scuola/Esami/Futuro, ovvero Studio/Tesina/Quale-Uni-Scegliere. Non ci dovrebbe essere spazio per questo naricisistico sfogatoio.

falso in bilancio

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Era inizio maggio, la gita era appena finita e scrivevo qualche riga accesa, destinata a prendere polvere come bozza. Considerazioni precipetevoli. Ascoltavo due canzoni, sempre quelle, e i miei pensieri erano agli stessi livelli di ripetitività.

Scrivevo che:

Depresso è un termine che si usa a sproposito. E comunque non sono depresso.

Sto malissimo dentro. Questo è giusto.

Quindi tracciavo un bilancio su cosa avevo fatto e cosa stavo facendo. Tutti errori, compreso scrivere il bilancio, compreso salvarlo come bozza e non pubblicarlo.

Metà novembre, riascolto una di quelle due canzoni, mi ritorna in mente il periodo citato prima. Per la prima volta guardo AL PASSATO con nostalgia. Forse perché il futuro mi è noto, e non è stato niente male.

Si tratta di un pensiero superficiale: in quel futuro noto di errori se ne sono aggiunti di nuovi, quelli vecchi ne sono usciti confermati. A questo, ora, si sommano i dubbi per il Futuro.

Io, il giorno 8.5.2008 avevo speranza nel futuro. Nell’estate doveva accadere chissà cosa. Un mese dopo avrei avuto paura di buttare via quelle aspettative di chissà cosa, perdendo il tempo in stage. Due mesi dopo avevo capito che quel magnifico stage aveva riempito perfettamente il buco che quelle aspettative mancate avevano creato.

Adesso c’è da fare i conti col Futuro con la F maiuscola, quello che non scade con l’estate. Ho nostalgia del futuro “di qui a qualche mese”. Paura di quello vero.

Written by Alberto

Martedì 18 Novembre 2008 alle 2315'UTC+2