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…ma io non ci sto più e i pazzi siete voi…

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ideale dell’ostrica

con un commento

Quella sottile, impalpabile, bruciante sensazione di aver mandato a puttane tutto.

Improvvisa. Nel giro di 10 minuti sai di aver compromesso un elemento della tua quotidianità che ormai davi per scontato.

Di aver perso qualcuno.

Al mondo serve anche la mia opinione: Verga non era mica scemo. L’ideale dell’ostrica non invecchia mai, specie se l’atto col quale si cerca il cambiamento nasce dall’impeto di qualche istante.

Impulso. Quante cose ho mandato in malora per aver agito d’impulso? Tante, ma sarebbe uno sforzo vano contrastare l’impulso. Ciò che ho mandato in malora lo è andato per il mio arroccarmi sull’opinione da esso corrotta.

Magari quell’ideale dell’ostrica l’ho capito male, l’ho fatto un po’ mio, magari non era tra le aspettative di Verga vederselo storpiato così da un tecnicaccio freddo come il sottoscritto. Ci ho aggiunto qualcosa dopo,  potrei cambiare il nome nella più scontata della maniere, con una specie affine.

Può un quasi-insurrezionalista, pur limitato a seghe mentali senza via d’uscita, abbassarsi a una visione così fatalista?

Mi limiterò al realismo, all’agire da debole per il bene della quotidianità.

E perché col tempo comincia a far male. Più di quanto pensassi.

Resta il fatto che dovrò pateticamente chiedere scusa.

sconosciut* cercasi

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Ho il sentore la netta sensazione di stare perdendo buttando via tempo.

Seduto qui davanti. Letture random, si spazia da curiosità su wikipedia a girovagare per forum. L’UrbEx (da seduto) va per la maggiore ultimamente, tra distanti cronache su UER e ricerche a casa propria su google earth: toh, girando a caso ho trovato una polveriera a Romans… ma dal sito del comune risulta riserva di caccia.

Perdere un pomeriggio e un sabato sera davanti al pc è una palese perdita di tempo.

Dire che andare al mare barra LAN barra uscire la sera lo è, è ben meno ovvio… e ben più grave.

Come non finirò mai di ripetere, un blog non è dovrebbe essere per lagne personali. Quindi veniamo ai fatti.

Litania o supersintesi? La seconda: voglio uscire con gente nuova. ALTRI che non siano gli amici di convenienza, s’intende quella geografica. Purtroppo devo tenermi parte delle acide considerazioni su ognuno nella mia testa, al massimo nelle bozze non pubblicate scritte per sfogo.

Per questa fantomatica gente nuova cosa mi serve? Appigli. E non mancano, ma qua viene a cadere la convenienza geografica. Ho gente con la quale uscire, ma è lontana. Il prezzo da pagare per andare a scuola a 40km da casa… perlomeno, una delle tante voci sullo scontrino.

A pensarci bene, ci sarebbero appigli anche più lontani, ma devo tralasciare la voce emigrazione. S’intende interna. S’intende per ora.

Perchè rinnovare? Per lo stesso motivo per il quale ho creato un blog nuovo. Con un nick mai usato altrove. Internet da grandi, istantanee e quasi indolori possibilità di rinnovamento, la vita un po’ meno. Confrontarmi con altre teste, sapere che ce ne sono tante e qualcuna con la quale andare d’accordo senza troppi compromessi esiste, magari *fantastichiamo* trovare quel tanto agognato amore-sentimento ancora avvolto nel cellophane. Senza grandi pretese: altra gente.

Altrimenti sarò costretto a continuare così, a rimbalzare tra la mancanza di iniziativa e le idee last minute o strampalate. Il che si traduce in spese inutili per cene, uscite, mare… e peggio di tutto noia: quando si parla di divertimento il tempo perso non è quantificabile monetariamente.

Allora, vi ho annoiato o qualche malaugurato passante si ritrova in quanto ho scritto?

Già che siete arrivati fin qua, vi regalo due scatti fatti di straforo a I-ALDQ. Martedì 8, pomeriggio. Adesso con tutti gli interni montati è più piccolo di quanto già sembrava da svuotato. Soddisfazione: per un’insignificante parte è merito anche del sudore dell’incompetente sottoscritto.