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scarto quadratico medio
Ci sono dei momenti nella mia giornata pervasi di intenti di produttività. Capita che trovino un fondo dove fare presa e fioccano risultati concreti. Accompagnati da soddisfazione.
Poi gli intenti se ne vanno, i risultati concreti vengono messi in pausa fino alla prossima tempesta di buona volontà e si passa alla prossima fase. Che possono essere intenti in un altro campo, oppure completo rilassamento mentale. Dallo studio, o dal pensiero critico, a qualche risata facile o all’ascolto distratto di un po’ di musica.
Oscillando fra i due estermi, l’alternativa sarebbe una costante mediocrità. E io ci sto.
(no, il titolo non è random)
Please wait…
La doccia al buio. A parte “momenti difficili”, come afferrare il bagnoschiuma, girare il miscelatore (l’acqua calda ha dato forfait per qualche interminabile manciata di secondi), nei quali la luce dell’orologio è stata un ancora di salvezza, è un’esperienza da provare. Per provare quanto sia accessoria la vista in certe situazioni.
E poi, volete mettere il relax?
Ma non è di docce al buio che voglio parlare. E’ di velocità nel ragionamento.
Idee geniali non mi mancano, ma è possibile mi venga tutto in mente più tardi rispetto al momento del bisogno?
E’ il motivo per cui spesso non riesco a fare discorsi decenti. Ma come ho già straripetuto, niente lagne. Cronache, piuttosto.
14.30 circa, aula dell’Off. Aer. -tutta a vetri- …le verifiche di aerotecnica appoggiate sulla cattedra, mentre il prof è fuori a parlare. Nel giro di pochi istanti scatta l’intesa e già qualcuno oscura la visuale prof-classe alzando delle foto. Accompagnato da una folta schiera di spettatori (in preda alle risate), qualcun altro pesca un foglio dalla risma. Lo piega… ecco, non sono l’unico a ragionare bene solo nel lungo periodo.
Spero di avere dei lettori dotati di una certa intelligenza, quella che basta per capire che un compito futuro rubato non si piega, semmai si ricopia e si riconsegna intonso ai suoi compari freschi di fotocopiatrice.
Crisi: magari li ha contati. Intrepidi partono a razzo verso la stamperia, col rischio di farsi sorprendere. Eccoli, sono già partiti e s’illumina la lampadina: un foglio bianco. Avesse anche contato i fogli, non si sarà sicuro dannato a guardarli uno per uno. La fotocopiatrice poi, non è certo una macchina perfetta… idea criminale senza macchia. Ma è tardi… “adesso ti viene in mente, dirlo prima no?”
Niente suspense, la vicenda si conclude con un lieto fine. Per la classe. Un po’ meno per la mia testa…








