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ideale dell’ostrica
Quella sottile, impalpabile, bruciante sensazione di aver mandato a puttane tutto.
Improvvisa. Nel giro di 10 minuti sai di aver compromesso un elemento della tua quotidianità che ormai davi per scontato.
Di aver perso qualcuno.
Al mondo serve anche la mia opinione: Verga non era mica scemo. L’ideale dell’ostrica non invecchia mai, specie se l’atto col quale si cerca il cambiamento nasce dall’impeto di qualche istante.
Impulso. Quante cose ho mandato in malora per aver agito d’impulso? Tante, ma sarebbe uno sforzo vano contrastare l’impulso. Ciò che ho mandato in malora lo è andato per il mio arroccarmi sull’opinione da esso corrotta.
Magari quell’ideale dell’ostrica l’ho capito male, l’ho fatto un po’ mio, magari non era tra le aspettative di Verga vederselo storpiato così da un tecnicaccio freddo come il sottoscritto. Ci ho aggiunto qualcosa dopo, potrei cambiare il nome nella più scontata della maniere, con una specie affine.
Può un quasi-insurrezionalista, pur limitato a seghe mentali senza via d’uscita, abbassarsi a una visione così fatalista?
Mi limiterò al realismo, all’agire da debole per il bene della quotidianità.
E perché col tempo comincia a far male. Più di quanto pensassi.
Resta il fatto che dovrò pateticamente chiedere scusa.
falso in bilancio
Era inizio maggio, la gita era appena finita e scrivevo qualche riga accesa, destinata a prendere polvere come bozza. Considerazioni precipetevoli. Ascoltavo due canzoni, sempre quelle, e i miei pensieri erano agli stessi livelli di ripetitività.
Scrivevo che:
Depresso è un termine che si usa a sproposito. E comunque non sono depresso.
Sto malissimo dentro. Questo è giusto.
Quindi tracciavo un bilancio su cosa avevo fatto e cosa stavo facendo. Tutti errori, compreso scrivere il bilancio, compreso salvarlo come bozza e non pubblicarlo.
Metà novembre, riascolto una di quelle due canzoni, mi ritorna in mente il periodo citato prima. Per la prima volta guardo AL PASSATO con nostalgia. Forse perché il futuro mi è noto, e non è stato niente male.
Si tratta di un pensiero superficiale: in quel futuro noto di errori se ne sono aggiunti di nuovi, quelli vecchi ne sono usciti confermati. A questo, ora, si sommano i dubbi per il Futuro.
Io, il giorno 8.5.2008 avevo speranza nel futuro. Nell’estate doveva accadere chissà cosa. Un mese dopo avrei avuto paura di buttare via quelle aspettative di chissà cosa, perdendo il tempo in stage. Due mesi dopo avevo capito che quel magnifico stage aveva riempito perfettamente il buco che quelle aspettative mancate avevano creato.
Adesso c’è da fare i conti col Futuro con la F maiuscola, quello che non scade con l’estate. Ho nostalgia del futuro “di qui a qualche mese”. Paura di quello vero.
Sei il 999.999esimo lettore, ritira il premio!
scorri, scorri, scorri (troppo, ma il problema è lato sw, la rotella è assolta)
amministra sitohhhhh click!
Scrivi articolo sclack!
Buonasera a tutti i lettori, talmente tanti da indurmi a teorizzare due ipotesi:
-sono pochi perchè i tag sono molto specifici, il blog è egocentrico, non c’è nulla di interessante
-sono pochi perchè non ho un pubblico di niubbi, bensì di hacker coi controcoglioni capaci di saltare il contatore di wordpress.
Che c’è, faccio un sondaggio?
O cambio registro? Ricominciamo?
A nessuno importa
Giornata fantastica. Niente cronache tipo temino da elementari, ve le risparmio. Posso dire che la mia mente, seppure ora abbia un carico da elaborare decuplicato (aka: seghe mentali), ne abbia giovato. Ho il sorriso stampato in faccia, nonostante guardando l’orizzonte veda stagliarsi dei cumulonembi.
Sorriso ebete? Sarà la serotonina, dopamina, le endorfine… boh, sarà qualcosa di correlato con l’attuale felicità.
Come se non bastasse, questione di minuti e mi guardo Una Pallottola Spuntata 2½. Porta chiusa: svegliare i miei ridendo non è il caso.
E poi? E poi? Fermo qua. A chi importa di leggere i fatti miei, le mie elucubrazioni mentali, i miei ragionamenti dattiloscritti?
Ci rivediamo dopo il film.








